Esiste uno spazio bianco tra le pieghe delle ombre con cui la vita di un uomo può sporcare una personalità.
Molte sono state le macchie che hanno tentato di rovinare la tela creativa di Simone Pasini, ma la sua prima testimonianza di artista è stata quella di trasformarle in forme e profili nuovi.Come i suoi tatuaggi sulla pelle, come i suoi disegni e le sue ispirazioni.Prove di un cammino in continua evoluzione e di uno stile ancora acerbo che porta con sè un bagaglio già ricco di personalità.Il gioco dei colpi sotto la cintura, sono un comun denominatore anche dei semplici soggetti a cui semplicemente si accinge per una copia. Ovviamente mai fedele nè logica.Trascendere per esprimere, raccogliere la china accennata di una testa per stimolare a un incontro di idee.Il passo di questo nuovo artista è appena iniziato, ma il suo viaggio è incerto e tutto da scoprire.In ogni ombra, c' è sempre un nuovo spazio bianco su cui incidere la propria traccia...
WELCOME!!!!!
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With this new Blog I want to take you with me and introduce you to my new artistic journey as a young illustrator and painter.
I really hope you will share this experience with me and let me have your impressions, both positive and negative, on my work.
Feel free to share any advice and opinion, which could help me improve in my new passion.
I think that a few moments of your time, or a simple “Like”, may be valuable to my creative evolution.
...take a look and enjoy!
Benvenuti !!!
BENVENUTI!!!!!Questo è il mio nuovo Blog, con il quale, a voi nuovi visitatori, mi presento con il mio giovane percorso di disegnatore/pittore e poeta.Un esperienza che spero abbiate voglia, ad oggi, di condividere con me.Mi farebbe piacere avere le vostre opinioni, sia positive che negative.Consigli ed opinioni, al fine di trasformarli in evoluzione, di questa mia nuova passione :-) .Sono sicuro che pochi attimi del vostro tempo, anche per un semplice “mi piace” , potranno essere preziosi per il mio percorso creativo.Buona visione e mi auguro…buon viaggio
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venerdì 9 ottobre 2015
giovedì 24 aprile 2014
mercoledì 23 aprile 2014
Edward Hopper
Edward Hopper è stato un pittore statunitense famoso soprattutto per i
suoi ritratti della solitudine nella vita americana contemporanea.
Hopper nacque a Nyack piccola cittadina nel sud-est dello stato di New York.
I suoi genitori, Garret Henry ed Elisabeth Griffiths Smith, provenivano dalla colta borghesia angloamericana. Già dall'età di cinque anni Edward Hopper dimostrava una spiccata abilità nel disegno.
I suoi genitori, scoperta questa dote, lo incoraggiarono facendogli leggere riviste e libri sull'arte.
Nel 1895 dipinse il suo primo quadro dove mostrava particolare interesse verso le navi e tutto ciò che è legato ad esse.
Nel 1899 seguì un corso per corrispondenza presso la New York School of Illustrating.
Hopper utilizzò composizioni e tagli fotografici simili a quelli degli impressionisti che aveva visto dal vero a Parigi, ma di fatto il suo stile fu personalissimo e imitato a sua volta da cineasti e fotografi.
La pittura di Hopper predilige architetture nel paesaggio, strade di città, interni di case, di uffici, di teatri e di locali.
Le immagini hanno colori brillanti ma non trasmettono vivacità, gli spazi sono reali ma in essi c'è qualcosa di metafisico che comunica allo spettatore un forte senso di inquietudine.
Non a caso André Breton, nel suo esilio a New York, lo accostava a De Chirico.
La composizione dei quadri è talora geometrizzante, sofisticato il gioco delle luci fredde, taglienti e volutamente "artificiali", sintetici i dettagli.
La scena è spesso deserta, immersa nel silenzio; raramente vi è più di una figura umana, e quando ve ne è più di una, sembra emergere una drammatica estraneità e incomunicabilità tra i soggetti. La direzione dei loro sguardi o i loro atteggiamenti spesso "escono dal confine del quadro", nel senso che si rivolgono a qualcosa che lo spettatore non vede. Di lui è stato detto che sapeva "dipingere il silenzio".
Particolare spazio nelle sue opere trovano le figure femminili. Cariche di significato simbolico, assorte nei loro pensieri, con lo sguardo perduto nel vuoto o nella lettura, si offrono spesso seminude ai raggi del sole trasmettendo solitudine, attesa, inaccessibilità.
Una dimensione psicoanalitica che ha permesso di interpretare meglio le emozioni dell'artista.
Hopper nacque a Nyack piccola cittadina nel sud-est dello stato di New York.
I suoi genitori, Garret Henry ed Elisabeth Griffiths Smith, provenivano dalla colta borghesia angloamericana. Già dall'età di cinque anni Edward Hopper dimostrava una spiccata abilità nel disegno.
I suoi genitori, scoperta questa dote, lo incoraggiarono facendogli leggere riviste e libri sull'arte.
Nel 1895 dipinse il suo primo quadro dove mostrava particolare interesse verso le navi e tutto ciò che è legato ad esse.
Nel 1899 seguì un corso per corrispondenza presso la New York School of Illustrating.
Hopper utilizzò composizioni e tagli fotografici simili a quelli degli impressionisti che aveva visto dal vero a Parigi, ma di fatto il suo stile fu personalissimo e imitato a sua volta da cineasti e fotografi.
La pittura di Hopper predilige architetture nel paesaggio, strade di città, interni di case, di uffici, di teatri e di locali.
Le immagini hanno colori brillanti ma non trasmettono vivacità, gli spazi sono reali ma in essi c'è qualcosa di metafisico che comunica allo spettatore un forte senso di inquietudine.
Non a caso André Breton, nel suo esilio a New York, lo accostava a De Chirico.
La composizione dei quadri è talora geometrizzante, sofisticato il gioco delle luci fredde, taglienti e volutamente "artificiali", sintetici i dettagli.
La scena è spesso deserta, immersa nel silenzio; raramente vi è più di una figura umana, e quando ve ne è più di una, sembra emergere una drammatica estraneità e incomunicabilità tra i soggetti. La direzione dei loro sguardi o i loro atteggiamenti spesso "escono dal confine del quadro", nel senso che si rivolgono a qualcosa che lo spettatore non vede. Di lui è stato detto che sapeva "dipingere il silenzio".
Particolare spazio nelle sue opere trovano le figure femminili. Cariche di significato simbolico, assorte nei loro pensieri, con lo sguardo perduto nel vuoto o nella lettura, si offrono spesso seminude ai raggi del sole trasmettendo solitudine, attesa, inaccessibilità.
Una dimensione psicoanalitica che ha permesso di interpretare meglio le emozioni dell'artista.
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| Le Bistro or The Wine Shop (1909) |
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| Summer Interior (1909) |
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| Girl at Sewing Machine |
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| New York Restaurant |
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| Nighthawks (I nottambuli) (1942) |
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giovedì 3 aprile 2014
lunedì 24 marzo 2014
Madonna con bambino
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venerdì 21 marzo 2014
mercoledì 19 marzo 2014
giovedì 6 marzo 2014
martedì 4 marzo 2014
Le Tableau
La tela animata (Le Tableau) è un film d'animazione del 2011 scritto e diretto da Jean-François Laguionie.
Il film racconta le avventure di un gruppo di personaggi che lasciano i loro quadri per andare alla ricerca del pittore che li ha creati. Realizzato in tecnica mista, con sequenze di animazione bidimensionale inserite in ambientazioni in computer grafica.
In un quadro raffigurante un castello immerso nella foresta convivono tre
categorie di personaggi: i Compiuti le cui fattezze sono state completate dal
pittore, gli Incompiuti, figure non ancora complete, e gli Schizzi, personaggi
solo abbozzati attraverso un confuso insieme di linee e non colorati.
I Compiuti, capeggiati dall'altero Grande Candeliere, sono gli unici
abitanti del castello: ritenendosi superiori poiché uniche figure complete del
quadro, emarginano gli Incompiuti costringendoli a vivere nei giardini
circostanti l'edificio ed esiliano gli Schizzi.
Ramo, giovane appartenente ai Compiuti, non è d'accordo con gli arroganti atteggiamenti della sua classe e rivendica uguaglianza per tutti.
Il ragazzo è innamorato di Claire, Incompiuta dal volto privo di colore, e
si augura di poter prima o poi vivere il suo grande amore alla luce del sole.
Lola, amica di Claire, lascia il giardino alla ricerca del pittore che li
ha creati e apparentemente abbandonati.
Prima di allontanarsi in barca in direzione della minacciosa foresta
circostante incontra il fuggitivo Ramo e il goffo Plume, uno Schizzo
intenzionato a riportare in vita il suo amico, pestato da un gruppo di Compiuti
che lo hanno scoperto mentre si infiltrava a palazzo.
Il loro obbiettivo comune è domandare al pittore di tornare sulla sua opera
incompiuta per dare finalmente una dignità a tutti i personaggi del quadro.
mercoledì 26 febbraio 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
venerdì 14 febbraio 2014
giovedì 13 febbraio 2014
Tim Burton
"Il disegno mi ha cambiato la vita - spiega il regista - un giorno stavo facendo
uno schizzo e mi sono detto che non era importante che io sapessi disegnare o
meno, l'importante era che mi piacesse farlo. Più faccio film e meno c'è lo
storyboard. Ormai faccio solo schizzi. Il disegno è il mio modo per comunicare,
mi ha permesso di esplorare le idee del mio subconscio e di esprimerle, in modo
naturale, spontaneo, senza il filtro della ragione".
mercoledì 12 febbraio 2014
domenica 9 febbraio 2014
venerdì 7 febbraio 2014
mercoledì 29 gennaio 2014
sabato 25 gennaio 2014
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