Ideato dal designer londinese Christofer Duffy, il tavolo
“Abyss” è stato ideato e assemblato con strati di vetro, plexiglas e legno formando una bellissima rappresentazione tridimensionale di una carta
geologica relativa alla profondità degli oceani.
Il team di progettazione ci ha
messo un anno a costruirlo: il tavolo è in vendita, costa 5.800 sterline, circa
7000 euro
Fonte duffylondon.com
Esiste uno spazio bianco tra le pieghe delle ombre con cui la vita di un uomo può sporcare una personalità.
Molte sono state le macchie che hanno tentato di rovinare la tela creativa di Simone Pasini, ma la sua prima testimonianza di artista è stata quella di trasformarle in forme e profili nuovi.Come i suoi tatuaggi sulla pelle, come i suoi disegni e le sue ispirazioni.Prove di un cammino in continua evoluzione e di uno stile ancora acerbo che porta con sè un bagaglio già ricco di personalità.Il gioco dei colpi sotto la cintura, sono un comun denominatore anche dei semplici soggetti a cui semplicemente si accinge per una copia. Ovviamente mai fedele nè logica.Trascendere per esprimere, raccogliere la china accennata di una testa per stimolare a un incontro di idee.Il passo di questo nuovo artista è appena iniziato, ma il suo viaggio è incerto e tutto da scoprire.In ogni ombra, c' è sempre un nuovo spazio bianco su cui incidere la propria traccia...
WELCOME!!!!!
WELCOME!!!!
With this new Blog I want to take you with me and introduce you to my new artistic journey as a young illustrator and painter.
I really hope you will share this experience with me and let me have your impressions, both positive and negative, on my work.
Feel free to share any advice and opinion, which could help me improve in my new passion.
I think that a few moments of your time, or a simple “Like”, may be valuable to my creative evolution.
...take a look and enjoy!
Benvenuti !!!
BENVENUTI!!!!!Questo è il mio nuovo Blog, con il quale, a voi nuovi visitatori, mi presento con il mio giovane percorso di disegnatore/pittore e poeta.Un esperienza che spero abbiate voglia, ad oggi, di condividere con me.Mi farebbe piacere avere le vostre opinioni, sia positive che negative.Consigli ed opinioni, al fine di trasformarli in evoluzione, di questa mia nuova passione :-) .Sono sicuro che pochi attimi del vostro tempo, anche per un semplice “mi piace” , potranno essere preziosi per il mio percorso creativo.Buona visione e mi auguro…buon viaggio
lunedì 7 luglio 2014
giovedì 26 giugno 2014
giovedì 19 giugno 2014
lunedì 16 giugno 2014
Gipi
Gianni Pacinotti in arte Gipi, punta su una ricerca pittorica, esprimendosi con fumetti ad olio e poi ad acquerello, in un'epoca in cui il fumetto italiano guarda perlopiù al computer e si caratterizza come fumettista per la sintesi tra l'avventura ed il realismo sia di cronaca che di vissuto personale.
Autore di poche pubblicazioni, vince numerosi premi.
Le graphic novel di Gipi sono pubblicate in Italia da Coconino Press, e sono tradotte in molti paesi, tra cui Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Gipi continua inoltre la sua collaborazione con il quotidiano la Repubblica, per il quale illustra racconti e articoli, e con il settimanale Internazionale, sul quale pubblica una striscia intitolata La settimana di Gipi. Sue sono le illustrazioni del libro di Alessandro Baricco I barbari, pubblicato a puntate su Repubblica e poi edito in volume.
Ha disegnato la copertina del primo disco di Le luci della centrale elettrica, intitolato Canzoni da spiaggia deturpata, pubblicato nel 2008.
Nel 2011 esordisce dietro la macchina da presa con il film L'ultimo terrestre prodotto da Fandango in concorso alla 68ma mostra del cinema di Venezia.
Nel 2012 al Giffoni film festival viene presentato Una volta fuori di Renato Chiocca, un cortometraggio liberamente ispirato alla sua graphic novel Gli innocenti e al Torino film festival il suo secondo film Smettere di fumare fumando.
Nel 2013 realizza il manifesto ufficiale della 31ª edizione del Torino film festival.
Nel 2014 il suo romanzo a fumetti una storia, edito da Coconino Press-Fandango riceve la candidatura al premio Strega, primo fumetto a ricevere tale onore nella storia del premio letterario.
Autore di poche pubblicazioni, vince numerosi premi.
Le graphic novel di Gipi sono pubblicate in Italia da Coconino Press, e sono tradotte in molti paesi, tra cui Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti.
Gipi continua inoltre la sua collaborazione con il quotidiano la Repubblica, per il quale illustra racconti e articoli, e con il settimanale Internazionale, sul quale pubblica una striscia intitolata La settimana di Gipi. Sue sono le illustrazioni del libro di Alessandro Baricco I barbari, pubblicato a puntate su Repubblica e poi edito in volume.
Ha disegnato la copertina del primo disco di Le luci della centrale elettrica, intitolato Canzoni da spiaggia deturpata, pubblicato nel 2008.
Nel 2011 esordisce dietro la macchina da presa con il film L'ultimo terrestre prodotto da Fandango in concorso alla 68ma mostra del cinema di Venezia.
Nel 2012 al Giffoni film festival viene presentato Una volta fuori di Renato Chiocca, un cortometraggio liberamente ispirato alla sua graphic novel Gli innocenti e al Torino film festival il suo secondo film Smettere di fumare fumando.
Nel 2013 realizza il manifesto ufficiale della 31ª edizione del Torino film festival.
Nel 2014 il suo romanzo a fumetti una storia, edito da Coconino Press-Fandango riceve la candidatura al premio Strega, primo fumetto a ricevere tale onore nella storia del premio letterario.
martedì 20 maggio 2014
Godzilla
Godzilla (Gojira) è un kaijū ("mostro misterioso") del cinema giapponese, protagonista di una lunga serie di film a partire dal 1954.
La sua fama si è graduatamente espansa anche all'estero, tanto che è divenuto uno dei più famosi mostri del mondo e della storia del cinema.
Godzilla è un Gojirasauro, immaginaria specie appartenente alla stessa famiglia del Tirannosauro, apparsa nel periodo Giurassico-Cretaceo e sopravvissuta fino in tempi recenti, localizzata in alcune isolette dell'Oceano Pacifico.
Questo preistorico sopravvissuto viene mutato dalle radiazioni emanate dagli esperimenti nucleari americani che hanno investito l'isola del Pacifico dove viveva.
Le radiazioni hanno aumentato smisuratamente le dimensioni di Godzilla che è così divenuto un colosso con zampe grandi come una casa.
Nel reboot americano del 2014 la storia di Godzilla presenta qualche differenza, rispetto ai film della Toho: viene detto, nel film, che Godzilla è un'esemplare sopravvissuto fino ai giorni nostri di una specie di grandi rettili, vissuti milioni di anni prima dell'uomo, in un'epoca in cui le radiazioni erano molto più diffuse che ai giorni nostri ed evolutasi, grazie ad esse, fino a raggiungere dimensioni mostruose, ed infine adattatesi a vivere negli abissi marini.
Godzilla è un mostro molto malvagio e feroce, nemico dell'umanità, anche se nei film degli anni sessanta e settanta ne è diventato alleato per poi ritornare cattivissimo negli anni ottanta.
Ma anche quando è pericoloso per gli umani, Godzilla si ritrova spesso nel ruolo dell'eroe, in quanto protegge il Giappone dai vari mostri che periodicamente lo attaccano.
Godzilla infatti considera il Giappone il suo territorio, data l'abbondanza di cibo e di energia nucleare (sua primaria fonte di energia), e non tollera quindi che questo venga invaso (ciò avviene nel film del 2014 nel quale, pur mostrandosi pericoloso e causando immani stragi e distruzioni, si ritrova a combattere le mostruose creature note come M.U.T.O).
Godzilla vuole comunque essere una denuncia verso gli orrori della Seconda guerra mondiale, in particolare sull'uso delle armi atomiche. Infatti il mostro origina proprio da quel tipo di arma che devastò Hiroshima e Nagasaki (e nel film le rovine di Tokyo devastata dal mostro, rimandano proprio ai paesaggi devastati delle due città), e che oltre alle centinaia di migliaia di morti causate dall'esplosione, diede origine al malvagio essere che continua la sua opera di distruzione.
E tutto è collegato a questo mostro che da un lato si rifà ad elementi tipici della cultura nipponica (come la minaccia che arriva dal mare) e dall'altro alla pericolosità della tecnologia usata per fini distruttivi. Il fatto poi che Godzilla sia stato creato dagli esperimenti nucleari degli americani, indica anche il sottinteso anti-americanismo che sarà sempre presente nella saga.
Esistono 30 film ufficiali appartenenti alla saga di Godzilla prodotti dalla giapponese Toho, suddivisi in tre ere: Showa, Heisei e Millennium.
Ci sono anche il remake americano del 1998 ed un film, del 2014, prodotto dalla Legendary Pictures e Warner Bros
La sua fama si è graduatamente espansa anche all'estero, tanto che è divenuto uno dei più famosi mostri del mondo e della storia del cinema.
Godzilla è un Gojirasauro, immaginaria specie appartenente alla stessa famiglia del Tirannosauro, apparsa nel periodo Giurassico-Cretaceo e sopravvissuta fino in tempi recenti, localizzata in alcune isolette dell'Oceano Pacifico.
Questo preistorico sopravvissuto viene mutato dalle radiazioni emanate dagli esperimenti nucleari americani che hanno investito l'isola del Pacifico dove viveva.
Le radiazioni hanno aumentato smisuratamente le dimensioni di Godzilla che è così divenuto un colosso con zampe grandi come una casa.
Nel reboot americano del 2014 la storia di Godzilla presenta qualche differenza, rispetto ai film della Toho: viene detto, nel film, che Godzilla è un'esemplare sopravvissuto fino ai giorni nostri di una specie di grandi rettili, vissuti milioni di anni prima dell'uomo, in un'epoca in cui le radiazioni erano molto più diffuse che ai giorni nostri ed evolutasi, grazie ad esse, fino a raggiungere dimensioni mostruose, ed infine adattatesi a vivere negli abissi marini.
Godzilla è un mostro molto malvagio e feroce, nemico dell'umanità, anche se nei film degli anni sessanta e settanta ne è diventato alleato per poi ritornare cattivissimo negli anni ottanta.
Ma anche quando è pericoloso per gli umani, Godzilla si ritrova spesso nel ruolo dell'eroe, in quanto protegge il Giappone dai vari mostri che periodicamente lo attaccano.
Godzilla infatti considera il Giappone il suo territorio, data l'abbondanza di cibo e di energia nucleare (sua primaria fonte di energia), e non tollera quindi che questo venga invaso (ciò avviene nel film del 2014 nel quale, pur mostrandosi pericoloso e causando immani stragi e distruzioni, si ritrova a combattere le mostruose creature note come M.U.T.O).
Godzilla vuole comunque essere una denuncia verso gli orrori della Seconda guerra mondiale, in particolare sull'uso delle armi atomiche. Infatti il mostro origina proprio da quel tipo di arma che devastò Hiroshima e Nagasaki (e nel film le rovine di Tokyo devastata dal mostro, rimandano proprio ai paesaggi devastati delle due città), e che oltre alle centinaia di migliaia di morti causate dall'esplosione, diede origine al malvagio essere che continua la sua opera di distruzione.
E tutto è collegato a questo mostro che da un lato si rifà ad elementi tipici della cultura nipponica (come la minaccia che arriva dal mare) e dall'altro alla pericolosità della tecnologia usata per fini distruttivi. Il fatto poi che Godzilla sia stato creato dagli esperimenti nucleari degli americani, indica anche il sottinteso anti-americanismo che sarà sempre presente nella saga.
Esistono 30 film ufficiali appartenenti alla saga di Godzilla prodotti dalla giapponese Toho, suddivisi in tre ere: Showa, Heisei e Millennium.
Ci sono anche il remake americano del 1998 ed un film, del 2014, prodotto dalla Legendary Pictures e Warner Bros
mercoledì 14 maggio 2014
1a pubblicazione - Concorso Braviautori per Antologia IL SOLE E' NUDO
martedì 13 maggio 2014
Hans Ruedi Giger
È morto ieri pomeriggio a 74 anni in un ospedale a Zurigo l’artista svizzero Hans Ruedi Giger.
Hans Ruedi Giger, ( 5 febbraio 1940 – 12 maggio 2014), è stato un pittore, scultore, designer, d'ispirazione surrealista e simbolica, ed artista nel campo degli effetti speciali cinematografici, svizzero.
Dopo molti anni di lavoro nel campo del design e dell'illustrazione grafica, per l'originalità ed il forte impatto emotivo dei suoi lavori ha creato, in collaborazione con Carlo Rambaldi, la rappresentazione per il grande schermo della creatura protagonista di Alien, nell'omonimo film, che gli è successivamente valsa l'Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980.
Sua è l'invenzione dei biomeccanoidi, creature sorta di macchine "organiche", od organismi futuribili, in cui metallo e carne si fondono.
Nei primi anni settanta viene data alle stampe la monografia A RH+, raccolta di opere realizzate ad aerografo, a cui ne seguiranno altre, fino ad arrivare al più noto Necronomicon del 1977.
Con Alien conosce il successo; si occupa sia dei set che, soprattutto, del disegno della creatura e della sua realizzazione (nella quale sarà aiutato da Carlo Rambaldi).
Sempre nell'ambito del design, Giger ha realizzato, inoltre, l'asta del microfono per la famosa rock band californiana Korn, in particolare per il cantante Jonathan Davis.
A partire dalla prima metà degli anni novanta, Giger ha iniziato a lavorare al Museum H.R. Giger, una casa-museo realizzata all'interno del medioevale castello di St. Germain, nel borgo di Gruyères (Svizzera) ed ufficialmente aperta il 20 giugno del 1998.
I suoi disegni cupi ed evocativi, vere "fotografie dall'inferno" capaci di mescolare sensualità, irrealtà e orrore, riscuotono un crescente interesse in ambienti trasversali e gli valgono proposte di collaborazione su vari fronti.
I suoi progetti comprendono i disegni realizzati per il film di fantascienza Dune di Alejandro Jodorowsky, in seguito abbandonato e ripreso da David Lynch, che lo ridimensionerà (Giger si limiterà al design di qualche ambiente).
Dopo Alien, riprova la strada del successo con Specie mortale (Species), del 1995, disegnando Sil, femmina metà aliena e metà umana. Ma questa volta il regista non è Ridley Scott, ed il film non riscuote particolare plauso dal grosso pubblico, rimanendo confinato in una ristretta cerchia di appassionati, che al contrario lo ritengono un piccolo cult movie.
I sequel di Alien vedono solo un apporto minimo da parte di Giger, in quanto le tecniche di modellazione tridimensionale al computer sostituiscono le sue abilità manuali.
L'estetica di Giger, in particolare i quadri e le illustrazioni realizzati tra gli anni '70 e gli anni '80, hanno avuto un'influenza notevole su artisti di varie discipline, al di là di quelli direttamente coinvolti in collaborazioni dirette con il pittore svizzero. Dai gruppi rock ai tatuatori, dai narratori di fantascienza ai decoratori di autoveicoli, le visioni aliene e oniriche di Giger hanno offerto spunti tematici e iconografici per la realizzazione delle opere più disparate.
Hans Ruedi Giger, ( 5 febbraio 1940 – 12 maggio 2014), è stato un pittore, scultore, designer, d'ispirazione surrealista e simbolica, ed artista nel campo degli effetti speciali cinematografici, svizzero.
Dopo molti anni di lavoro nel campo del design e dell'illustrazione grafica, per l'originalità ed il forte impatto emotivo dei suoi lavori ha creato, in collaborazione con Carlo Rambaldi, la rappresentazione per il grande schermo della creatura protagonista di Alien, nell'omonimo film, che gli è successivamente valsa l'Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980.
Sua è l'invenzione dei biomeccanoidi, creature sorta di macchine "organiche", od organismi futuribili, in cui metallo e carne si fondono.
Nei primi anni settanta viene data alle stampe la monografia A RH+, raccolta di opere realizzate ad aerografo, a cui ne seguiranno altre, fino ad arrivare al più noto Necronomicon del 1977.
Con Alien conosce il successo; si occupa sia dei set che, soprattutto, del disegno della creatura e della sua realizzazione (nella quale sarà aiutato da Carlo Rambaldi).
Sempre nell'ambito del design, Giger ha realizzato, inoltre, l'asta del microfono per la famosa rock band californiana Korn, in particolare per il cantante Jonathan Davis.
A partire dalla prima metà degli anni novanta, Giger ha iniziato a lavorare al Museum H.R. Giger, una casa-museo realizzata all'interno del medioevale castello di St. Germain, nel borgo di Gruyères (Svizzera) ed ufficialmente aperta il 20 giugno del 1998.
I suoi disegni cupi ed evocativi, vere "fotografie dall'inferno" capaci di mescolare sensualità, irrealtà e orrore, riscuotono un crescente interesse in ambienti trasversali e gli valgono proposte di collaborazione su vari fronti.
I suoi progetti comprendono i disegni realizzati per il film di fantascienza Dune di Alejandro Jodorowsky, in seguito abbandonato e ripreso da David Lynch, che lo ridimensionerà (Giger si limiterà al design di qualche ambiente).
Dopo Alien, riprova la strada del successo con Specie mortale (Species), del 1995, disegnando Sil, femmina metà aliena e metà umana. Ma questa volta il regista non è Ridley Scott, ed il film non riscuote particolare plauso dal grosso pubblico, rimanendo confinato in una ristretta cerchia di appassionati, che al contrario lo ritengono un piccolo cult movie.
I sequel di Alien vedono solo un apporto minimo da parte di Giger, in quanto le tecniche di modellazione tridimensionale al computer sostituiscono le sue abilità manuali.
L'estetica di Giger, in particolare i quadri e le illustrazioni realizzati tra gli anni '70 e gli anni '80, hanno avuto un'influenza notevole su artisti di varie discipline, al di là di quelli direttamente coinvolti in collaborazioni dirette con il pittore svizzero. Dai gruppi rock ai tatuatori, dai narratori di fantascienza ai decoratori di autoveicoli, le visioni aliene e oniriche di Giger hanno offerto spunti tematici e iconografici per la realizzazione delle opere più disparate.
venerdì 9 maggio 2014
Il Sole è Nudo - Antologia
Finalmente il primo libro dove tre delle mie opere sono state pubblicate è arrivato :-)
Disponibile in ebook e rilegato su LULU, Amazon e Kindle.
Il sole è nudo
Antologia di opere che mettono a nudo la pratica del nudismo.
Questo libro non vuole essere un dibattito pro o contro; non ci riguarda, abbiamo solo avuto il desiderio di spogliarci con voi.
Questo libro non vuole essere un dibattito pro o contro; non ci riguarda, abbiamo solo avuto il desiderio di spogliarci con voi.
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| Sabbia Nuda 29,7 x 21 cm Ink on paper |
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| Senza Meta 29,7 x 21 cm Ink on paper |
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| Shangri-La 29,7 x 21 cm Ink on paper |
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